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4 Ottobre 2026

Ricercatori: in Italia sono lo 0,77% degli occupati, contro l’1,11% della UE

Nel 2024 i ricercatori erano lo 0,77% degli occupati in Italia, contro l'1,11% della media UE: 21° posto su 27. Nelle imprese la quota scende allo 0,30%, meno della metà del valore europeo.

Ricercatori: in Italia sono lo 0,77% degli occupati, contro l'1,11% della UE

Il 29 settembre 2026 Eurostat ha aggiornato le statistiche sul personale di ricerca e sviluppo, con i dati riferiti al 2024. In Italia i ricercatori, misurati in equivalenti a tempo pieno (ETP), sono 179.268: lo 0,77% degli occupati, contro l’1,11% della media europea.

Con questo valore l’Italia è al 21° posto tra i 27 Paesi dell’Unione. Guidano la classifica Svezia (2,17%), Finlandia (1,95%) e Danimarca (1,83%); chiudono Malta (0,45%), Cipro (0,35%) e Romania (0,28%).

0,77%ricercatori (ETP) in percentuale degli occupati, Italia 2024
1,11%media UE-27 (stima Eurostat)
39,1%quota dei ricercatori italiani che lavora nelle imprese (UE-27: 57,0%)
Ricercatori in percentuale degli occupati, 2024
Ricercatori in equivalenti a tempo pieno, % dell’occupazione totale, tutti i settori
ItaliaUE-27Altri Paesi

0,0%0,5%1,0%1,5%2,0%Svezia2,17%Finlandia1,95%Danimarca1,83%Belgio1,61%Austria1,42%Paesi Bassi1,35%Portogallo1,34%Francia1,31%Germania1,26%Grecia1,23%Slovenia1,22%Irlanda1,17%Estonia1,15%Lussemburgo1,12%UE-271,11%Cechia0,99%Ungheria0,97%Spagna0,87%Polonia0,86%Lituania0,79%Slovacchia0,79%Italia0,77%Bulgaria0,62%Croazia0,57%Lettonia0,54%Malta0,45%Cipro0,35%Romania0,28%

Fonte: Eurostat, dataset rd_p_perslf. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

Una crescita che non riduce la distanza

In dieci anni la quota italiana è salita dallo 0,55% del 2014 allo 0,77% del 2024. Nello stesso periodo la media europea è passata dallo 0,82% all’1,11%. La distanza in punti è quindi leggermente aumentata, da 0,27 a 0,34 punti, mentre in rapporto il valore italiano resta intorno ai due terzi di quello europeo (67% nel 2014, 69% nel 2024).

Tra il 2023 e il 2024 i ricercatori italiani sono aumentati del 5,4%, da 170.062 a 179.268 ETP. L’aumento si concentra nell’istruzione superiore, dove i ricercatori passano da 64.202 a 74.050 (il dato italiano di questo settore è una stima). Nelle imprese, invece, nello stesso anno sono diminuiti di 3.149 unità.

Ricercatori in percentuale degli occupati, 2014-2024
Ricercatori ETP, % dell’occupazione totale: tutti i settori e settore delle imprese
ItaliaUE-27— linea continua: tutti i settori– – linea tratteggiata: imprese

0,0%0,2%0,4%0,6%0,8%1,0%1,2%201420162018202020222024rottura di serie Italia (2016)1,11%totale0,77%totale0,63%imprese0,30%imprese0,820,550,420,21

Fonte: Eurostat, dataset rd_p_perslf. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

Il nodo delle imprese

Il divario più ampio riguarda il settore privato. I ricercatori che lavorano nelle imprese sono lo 0,30% degli occupati in Italia, meno della metà della media UE (0,63%), e collocano il Paese al 20° posto su 27. In valore assoluto sono 70.036 ETP, in calo per il secondo anno consecutivo (76.017 nel 2022, 73.185 nel 2023) e circa il 10% in meno rispetto ai 78.111 del 2019. Tra il 2019 e il 2024 i ricercatori delle imprese nella UE sono invece cresciuti di circa il 24%.

Ne deriva una composizione diversa da quella europea. In Italia il 39,1% dei ricercatori lavora nelle imprese e il 41,3% nell’istruzione superiore; nella media UE le imprese ne impiegano il 57,0% e l’istruzione superiore il 31,5%. Pesano di più, in Italia, anche gli enti pubblici di ricerca: 16,6% contro 10,1%.

Ricercatori per settore di attività, 2024
% dei ricercatori in equivalenti a tempo pieno
ItaliaUE-27

Imprese39,1%57,0%Istruzione superiore41,3%31,5%Enti pubblici16,6%10,1%Non profit3,0%1,3%

Fonte: Eurostat, dataset rd_p_persocc. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

C’è poi una differenza nel profilo del personale. Nelle imprese italiane il personale di R&S conta 188.317 unità ETP, ma i ricercatori ne sono il 37%; la parte restante è composta in larga misura da tecnici (83.764 ETP). Nella media UE i ricercatori rappresentano il 62% del personale di R&S delle imprese.

Cosa indicano i dati

Le statistiche non spiegano le cause del divario, ma ne indicano la localizzazione: fuori dalle imprese i ricercatori sono lo 0,47% degli occupati in Italia e lo 0,48% nella UE, quindi il divario si concentra quasi interamente nella ricerca d’impresa, dove nell’ultimo biennio il numero di ricercatori è diminuito mentre in Europa continuava a crescere.

Per le imprese, la quota elevata di tecnici sul personale di R&S segnala che una parte significativa dell’attività di innovazione si appoggia su profili tecnici più che su ricercatori in senso stretto: conoscere con precisione quali competenze sono già presenti in azienda è il punto di partenza per decidere dove investire. Per la pubblica amministrazione e per chi si occupa di formazione e orientamento, il dato sulla ricerca d’impresa è un indicatore da seguire insieme a quelli su laureati STEM e specialisti ICT, già analizzati su questo sito.