Il tasso di posti vacanti misura la quota di posti di lavoro per cui le imprese stanno cercando attivamente un candidato. È uno degli indicatori più diretti della domanda di lavoro non soddisfatta, e quindi anche dei fabbisogni di competenze.
Nel 2025, nell’industria e nei servizi, il tasso italiano è stato dell’1,8%, sotto la media europea del 2,1%. L’Italia è 14ª su 26 Paesi con dato disponibile. I valori più alti si registrano in Paesi Bassi (4,1%), Belgio (3,8%), Malta (3,2%).
Un mercato più teso di dieci anni fa
La serie storica mostra un cambiamento strutturale. Nel 2016 il tasso italiano era dello 0,9%; dopo il calo del 2020 è salito rapidamente fino al 2,3% del 2023. Nel 2024 e nel 2025 è sceso, al 2,1% e poi all’1,8%, restando però il doppio rispetto al 2016.
Anche la media europea è scesa dal picco del 2022 (3,0%). La distanza tra Italia ed Europa, che nel 2016 era di 0,7 punti, nel 2025 è di 0,3.
Dal dato generale alle competenze
Un posto vacante non coperto è spesso un problema di competenze: le persone disponibili non hanno il profilo richiesto, o le imprese non sanno descriverlo con precisione. Mappare le competenze già presenti in azienda aiuta a capire quali ruoli si possono coprire con la crescita interna e quali richiedono davvero una ricerca all’esterno.
