L’indicatore europeo delle competenze digitali si basa sul quadro DigComp, che le suddivide in cinque aree. Guardarle separatamente è utile: una persona può comunicare benissimo online e non saper gestire un foglio di calcolo o riconoscere un rischio di sicurezza.
Nel 2025, tra le persone di 16-74 anni in Italia, l’area più diffusa è la comunicazione e collaborazione: ha competenze almeno di base l’88,0%. La meno diffusa è la creazione di contenuti digitali, con il 62,6%.
Il ritardo è concentrato
La distanza dalla media europea è massima, quasi a pari merito, nella creazione di contenuti (7,9 punti), cioè attività come scrivere e impaginare documenti, usare fogli di calcolo o modificare file multimediali, e nella risoluzione di problemi (7,9 punti). Segue l’area informazione e dati (7,4 punti).
Nella sicurezza la distanza è di appena 1,2 punti. Per genere, in Italia gli uomini con competenze almeno di base sono il 56,3% e le donne il 52,3%: un divario di circa quattro punti, più ampio di quello medio europeo (61,8% e 59,0%).
Mappare per area, non solo per livello
Per un’organizzazione sapere che un dipendente ha competenze digitali “di base” dice poco. Sapere in quale area è carente permette invece di scegliere il corso giusto: un percorso sui fogli di calcolo e sui documenti per chi fatica a produrre contenuti, un modulo sulla sicurezza per chi gestisce dati sensibili.
