Dopo il dato complessivo, la settimana scorsa, vediamo chi sono le persone con competenze digitali e chi ne è privo. Le due variabili più importanti sono l’età e il livello di istruzione.
Per età, in Italia la quota di persone con competenze almeno di base va dal 68,5% dei 16-24enni al 27,4% dei 65-74enni. In ogni fascia l’Italia è sotto la media europea, con distanze comprese tra circa 3,5 e 6,5 punti.
La vera linea di frattura
Il confronto per titolo di studio, sulla popolazione di 25-64 anni, cambia la prospettiva. Tra chi ha un’istruzione alta la quota è dell’84,9%, praticamente uguale alla media europea (84,5%). Tra chi ha un’istruzione media l’Italia fa addirittura meglio: 62,9% contro 57,1%.
Il ritardo si concentra tra chi ha un’istruzione bassa: 28,9% contro 33,6%. E in Italia questa fascia è molto più ampia che nel resto d’Europa. È anche per questo che la media nazionale resta sotto quella europea, pur con valori allineati tra diplomati e laureati.
Dove intervenire
Per chi progetta la formazione il messaggio è chiaro: i programmi generici rischiano di raggiungere soprattutto chi è già attrezzato. Gli interventi più efficaci sono quelli mirati sulle persone con istruzione più bassa e sulle fasce di età più avanzate, individuate con una rilevazione puntuale delle competenze.
