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18 Ottobre 2026

Giovani NEET: l’Italia scende al 13,3%, ma resta tra i valori più alti della UE

Nel 2025 i giovani italiani tra 15 e 29 anni che non lavorano e non sono in istruzione o formazione sono il 13,3%, il valore più basso della serie Eurostat, contro l'11,0% della media UE. L'Italia resta però al 24° posto su 27, con forti divari tra Nord e Mezzogiorno.

Giovani NEET: l'Italia scende al 13,3%, ma resta tra i valori più alti della UE

Il 10 settembre 2026 Eurostat ha aggiornato gli indicatori sui giovani che non lavorano e non sono inseriti in percorsi di istruzione o formazione, i cosiddetti NEET, con i dati riferiti al 2025. In Italia i NEET tra 15 e 29 anni sono il 13,3%, circa 1,18 milioni di persone, contro l’11,0% della media europea.

Il valore italiano è il più basso della serie Eurostat, che per l’Italia parte dal 2000, e la distanza dalla media UE (2,3 punti) è la più contenuta da quando è disponibile il dato UE-27, cioè dal 2002. In classifica, però, l’Italia resta nella parte bassa: è al 24° posto su 27 Paesi, ordinati dal valore più basso. Fanno peggio solo Grecia (13,6%), Bulgaria (13,8%) e Romania (19,2%); i valori minori si registrano nei Paesi Bassi (5,3%), in Svezia (5,9%) e in Slovenia (7,6%).

13,3%giovani 15-29 anni che non lavorano e non studiano, Italia 2025
11,0%media UE-27, 2025
−1,9punti percentuali in un anno per l’Italia (15,2% nel 2024)
Giovani NEET di 15-29 anni, 2025
% della popolazione 15-29 anni che non è occupata e non partecipa ad attività di istruzione o formazione
ItaliaUE-27Altri Paesi

0%4%8%12%16%20%Paesi Bassi5,3%Svezia5,9%Slovenia7,6%Cechia8,0%Portogallo8,0%Irlanda8,1%Malta8,5%Danimarca8,9%Lussemburgo9,0%Polonia9,2%Germania9,5%Belgio9,8%Austria10,3%Cipro10,6%Ungheria10,6%Croazia10,8%Lettonia11,0%UE-2711,0%Slovacchia11,1%Estonia11,2%Finlandia11,2%Spagna11,5%Lituania12,4%Francia12,9%Italia13,3%Grecia13,6%Bulgaria13,8%Romania19,2%

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_20. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

Dieci anni di discesa

Il punto più alto della serie italiana è stato toccato nel 2014, con il 26,2%: oltre dieci punti sopra la media europea (15,7%). Da allora la quota si è quasi dimezzata, con un calo di 12,9 punti contro i 4,7 della media UE. Nell’ultimo anno i NEET italiani sono passati da 1,34 a 1,18 milioni.

Il confronto con gli anni precedenti va letto con cautela: nel 2021 la rilevazione europea sulle forze di lavoro è stata riformata e la serie presenta una rottura, come già nel 2006 e, per l’Italia, nel 2018. Il traguardo fissato dal Piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali, un tasso di NEET al 9% entro il 2030, resta lontano sia per l’Italia sia per la media UE.

Giovani NEET, Italia e UE-27, 2005-2025
% della popolazione 15-29 anni
ItaliaUE-27– – linea tratteggiata: obiettivo UE 2030

0%5%10%15%20%25%30%200520092013201720212025obiettivo UE 2030: 9%rottura di serie (2021)26,2% (2014)Italia 13,3%UE-27 11,0%20,0%15,3%

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_20. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

Chi sono i NEET italiani

La quota italiana supera la media europea soprattutto per la componente inattiva: i giovani che non cercano attivamente lavoro sono l’8,7% della fascia d’età (UE: 6,8%), i disoccupati il 4,7% (UE: 4,2%). Il 9,7% dei 15-29enni, però, dichiara di volere un lavoro (UE: 6,9%).

Il divario cresce con l’età: tra i 15-19enni l’Italia è sotto la media europea (4,5% contro 5,3%), tra i 25-29enni arriva al 20,0% (UE: 14,8%). La quota è del 14,9% tra le giovani donne e dell’11,8% tra i giovani uomini; tra i nati all’estero sale al 24,9%, contro il 12,0% dei nati in Italia.

Tra i giovani con al massimo la licenza media la quota italiana è inferiore a quella europea (12,0% contro 12,9%); tra i diplomati è del 15,0% (UE: 11,0%) e tra i laureati dell’11,1% (UE: 8,0%).

Un divario territoriale ampio

Per ripartizione il valore va dall’8,0% del Nord-Est e dal 9,2% del Nord-Ovest all’11,8% del Centro, per salire al 19,7% nel Sud e al 21,3% nelle Isole. Le province autonome di Bolzano (5,6%) e Trento (6,7%) sono vicine ai Paesi europei con i valori più bassi; Sicilia (22,8%), Campania (21,5%) e Calabria (20,9%) sono tra le venti regioni europee con i valori più alti, su 240 con dato disponibile.

Giovani NEET di 15-29 anni per regione, 2025
% della popolazione 15-29 anni, regioni e province autonome italiane, Italia e UE-27
ItaliaUE-27Regioni italiane

0%4%8%12%16%20%24%P.A. Bolzano5,6%P.A. Trento6,7%Emilia-Romagna8,2%Veneto8,3%Umbria8,4%Friuli-Venezia Giulia8,5%Lombardia8,5%Piemonte9,3%Toscana10,1%Marche10,8%UE-2711,0%Molise13,2%Italia13,3%Lazio13,7%Abruzzo14,0%Liguria14,0%Basilicata14,9%Sardegna15,7%Puglia19,0%Calabria20,9%Campania21,5%Sicilia22,8%

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_22. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

Cosa indicano i dati

Le statistiche non permettono di attribuire il calo a cause specifiche. Il ritardo rispetto all’Europa si concentra però in gruppi precisi: i 25-29enni, le giovani donne, i giovani nati all’estero e le regioni del Mezzogiorno.

Per la pubblica amministrazione, il fatto che molti NEET dichiarino di volere un lavoro senza cercarlo attivamente indica un bacino raggiungibile con servizi di orientamento e di politica attiva. Per imprese e formatori, la quota di diplomati e laureati fuori dal lavoro è un segnale da leggere insieme ai dati sulla corrispondenza tra competenze acquisite e richieste del mercato.