Laureati in lavori che non richiedono la laurea: sono il 21,1% in Italia
Nel 2025 il 21,1% dei laureati occupati tra 20 e 64 anni in Italia svolgeva una professione che non richiede un titolo terziario, in linea con la media UE (21,4%). Ma tra le donne la quota italiana sale al 24,0%.
di Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · 2 min di lettura
Il tasso di sovraqualificazione misura la quota di laureati occupati che svolgono professioni per cui la laurea non è normalmente richiesta, come impiegati esecutivi, addetti alle vendite o ai servizi. È una delle misure del disallineamento tra competenze offerte e competenze usate nel lavoro.
Nel 2025 in Italia il tasso è stato del 21,1% tra le persone di 20-64 anni, praticamente uguale alla media europea (21,4%). I valori più alti si registrano in Spagna (34,0%), Grecia (31,4%), Cipro (27,5%), i più bassi in Lussemburgo (6,8%), Croazia (13,0%), Cechia (13,2%).
21,1%laureati occupati in professioni non qualificate per la laurea, Italia 2025
21,4%media UE-27
24,0%tra le donne laureate (uomini: 17,2%)
Tasso di sovraqualificazione dei laureati, 2025
% dei laureati occupati di 20-64 anni
ItaliaMedia UE / area euroAltri
Fonte: Eurostat, dataset lfsa_eoqgan. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.
Una questione soprattutto femminile
Il dato medio nasconde una differenza di genere marcata. Tra le laureate italiane il tasso è del 24,0%, tra i laureati del 17,2%. In Europa le due quote sono molto più vicine (21,9% e 20,9%).
Nel tempo il tasso italiano è salito dal 19,4% del 2015 a un massimo del 22,3% nel 2022, per poi scendere al 21,1%. Quello europeo è rimasto stabile intorno al 21-22%.
Tasso di sovraqualificazione per sesso, 2015-2025
% dei laureati occupati di 20-64 anni
Italia, donneItalia, uominiUE-27, donneUE-27, uomini
Fonte: Eurostat, dataset lfsa_eoqgan. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.
Competenze sprecate
Un laureato in un ruolo che non usa le sue competenze è un costo per la persona e per l’organizzazione. Mappare le competenze effettive, e non solo i titoli, permette di individuare chi potrebbe crescere verso ruoli più qualificati senza doverlo cercare all’esterno.