Nella formazione degli adulti si osserva quello che viene spesso chiamato effetto San Matteo: chi ha già più istruzione tende a formarsi di più, e chi ne ha meno resta indietro. I dati dell’indagine sulle forze di lavoro permettono di misurarlo.
Nel 2025 in Italia ha partecipato ad attività di istruzione o formazione nelle quattro settimane precedenti il 20,2% dei laureati tra 25 e 64 anni, il 10,8% dei diplomati e solo il 4,4% di chi ha al massimo la licenza media.
Il ritardo italiano è agli estremi
Il confronto con l’Europa è interessante. Tra i diplomati l’Italia fa leggermente meglio della media (10,8% contro 10,3%). Tra i laureati (20,2% contro 21,7%) e tra chi ha un’istruzione bassa (4,4% contro 5,9%) è invece sotto.
Per genere, le donne si formano più degli uomini, in Italia (11,0% contro 10,5%) come in Europa (14,9% contro 12,4%). Ma il divario di genere in Italia è molto più contenuto.
Raggiungere chi si forma meno
Se la formazione si rivolge a chi la chiede, finisce per raggiungere soprattutto chi è già più qualificato. Per invertire la tendenza servono strumenti che individuino i fabbisogni anche delle persone che non li esprimono: una mappatura delle competenze estesa a tutto il personale è uno di questi.
