Nel 2025 in Italia lavora il 77,1% degli uomini tra 20 e 64 anni e il 58,0% delle donne della stessa età. La distanza tra i due tassi di occupazione è di 19,1 punti percentuali, quasi il doppio della media dell’Unione europea, che è di 9,6 punti. Sono i dati della rilevazione europea sulle forze di lavoro, nell’aggiornamento di Eurostat del 6 novembre 2026.
Tra i 27 Paesi dell’Unione l’Italia ha il divario più ampio, davanti alla Romania (18,7 punti) e alla Grecia (17,4). Seguono, molto distanziate, Malta (12,4) e la Polonia (11,3). La Spagna è a 9,5 punti, la Germania a 6,8, la Francia a 5,7. I divari più piccoli sono in Finlandia (1,3) ed Estonia (0,5); in Lituania il tasso di occupazione delle donne supera quello degli uomini di 0,6 punti. Il tasso di occupazione femminile italiano, 58,0%, è anche il più basso della UE, dove la media è del 71,3%.
Una distanza che si riduce poco
Nel 2015 il divario italiano era di 19,7 punti. Negli anni successivi è rimasto tra 19,2 e 19,9 punti e nel 2025 è sceso a 19,1, il valore più basso degli ultimi undici anni. In dieci anni la riduzione è stata di 0,6 punti. Nello stesso periodo la media europea è passata da 11,1 a 9,6 punti, con un calo di 1,5 punti.
Il divario si è ridotto poco perché il tasso di occupazione è aumentato sia per le donne sia per gli uomini: tra il 2024 e il 2025 quello femminile è salito dal 57,4% al 58,0%, quello maschile dal 76,8% al 77,1%. Nel 2021 la rilevazione sulle forze di lavoro è cambiata in tutti i Paesi UE e Eurostat segnala una rottura di serie: i confronti con gli anni precedenti vanno letti con cautela.
Il titolo di studio cambia il quadro
Il divario dipende molto dal livello di istruzione. Tra chi ha al massimo la licenza media lavora il 70,9% degli uomini e il 37,5% delle donne: la distanza è di 33,4 punti, contro i 22,3 della media UE. Tra i diplomati il tasso femminile sale al 58,7%, contro il 78,1% maschile, con un divario di 19,4 punti (UE: 11,1).
Tra i laureati la distanza si riduce a 5,9 punti: lavora l’86,3% degli uomini e l’80,4% delle donne. Il divario italiano tra i laureati è vicino a quello europeo, che è di 4,7 punti. La distanza dall’Europa si concentra quindi tra le donne con titoli di studio più bassi.
| Titolo di studio (20-64 anni) | Uomini Italia | Donne Italia | Uomini UE-27 | Donne UE-27 |
|---|---|---|---|---|
| Fino alla licenza media | 70,9% | 37,5% | 68,5% | 46,2% |
| Diploma | 78,1% | 58,7% | 80,4% | 69,3% |
| Laurea | 86,3% | 80,4% | 89,4% | 84,7% |
| Totale | 77,1% | 58,0% | 80,9% | 71,3% |
Cosa indicano i dati
Il tasso di occupazione conta le persone che nella settimana di riferimento hanno lavorato almeno un’ora, retribuita o in proprio. Non dice nulla sulle ore lavorate, sul part-time, sulla stabilità del contratto o sulla retribuzione: il divario nelle condizioni di lavoro può quindi essere diverso da quello nella partecipazione. I dati non spiegano nemmeno le cause della distanza tra uomini e donne.
Per chi si occupa di competenze e di politiche del lavoro il dato più rilevante è la differenza tra i livelli di istruzione: tra i laureati il divario di genere italiano è vicino a quello europeo, mentre tra le donne con al massimo la licenza media lavora poco più di una su tre.
