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11 Ottobre 2026

Abbandoni precoci: l’Italia scende all’8,2%, sotto la media UE

Nel 2025 i giovani italiani tra 18 e 24 anni che hanno lasciato precocemente istruzione e formazione sono l'8,2%, contro il 9,1% della media UE: nella serie Eurostat dal 2002 il dato italiano era sempre stato superiore. Il divario resta ampio nelle Isole (13,7%) e tra i giovani nati all'estero (24,9%).

Abbandoni precoci: l'Italia scende all'8,2%, sotto la media UE

Il 10 settembre 2026 Eurostat ha aggiornato gli indicatori sui giovani che lasciano precocemente l’istruzione e la formazione, con i dati riferiti al 2025. In Italia i giovani tra 18 e 24 anni che hanno al massimo la licenza media e non partecipano ad attività di istruzione o formazione sono l’8,2%, contro il 9,1% della media europea.

Nella serie Eurostat disponibile per la UE-27, che parte dal 2002, il dato italiano era sempre stato superiore alla media europea; nel 2024 la distanza era ormai ridotta a 0,2 punti (9,8% contro 9,6%). Con il 2025 l’Italia si colloca al 14° posto su 26 Paesi con dato disponibile, ordinati dal valore più basso. I valori minori si registrano in Croazia (2,1%, dato a bassa affidabilità), Grecia (3,0%) e Irlanda (3,6%); i più alti in Spagna (12,8%), Germania (13,1%) e Romania (15,5%).

8,2%giovani 18-24 anni che hanno lasciato precocemente istruzione e formazione, Italia 2025
9,1%media UE-27, 2025
−1,6punti percentuali in un anno per l’Italia (9,8% nel 2024)
Abbandoni precoci di istruzione e formazione, 2025
% della popolazione 18-24 anni con al massimo il primo ciclo di istruzione e fuori da istruzione e formazione
ItaliaUE-27Altri Paesi

0%4%8%12%16%Croazia2,1%Grecia3,0%Irlanda3,6%Polonia4,0%Slovenia5,5%Lituania5,9%Cechia6,1%Portogallo6,1%Svezia6,7%Slovacchia6,8%Francia7,2%Belgio7,3%Paesi Bassi7,4%Italia8,2%Bulgaria8,6%Malta8,6%Lettonia8,8%UE-279,1%Ungheria9,3%Cipro9,8%Finlandia9,9%Danimarca10,0%Austria10,0%Estonia10,2%Spagna12,8%Germania13,1%Romania15,5%

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_14. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

Quindici anni di riduzione

Nel 2010 la quota italiana era del 18,6%, quasi cinque punti sopra la media UE (13,8%). Da allora la riduzione italiana è stata più rapida: 10,4 punti contro 4,7. L’8,2% del 2025 è il valore più basso della serie italiana, che Eurostat pubblica a partire dal 1992.

Il calo dell’ultimo anno è di 1,6 punti. Il confronto con gli anni precedenti va però letto con cautela: nel 2021 la rilevazione europea sulle forze di lavoro è stata riformata e la serie presenta una rottura, come già nel 2014 e, per l’Italia, nel 2018.

Con l’8,2% l’Italia è inoltre sotto la soglia del 9% che l’Unione si è data come obiettivo per il 2030 nello Spazio europeo dell’istruzione; la media UE (9,1%) è ancora appena sopra.

Abbandoni precoci, Italia e UE-27, 2010-2025
% della popolazione 18-24 anni
ItaliaUE-27– – linea tratteggiata: obiettivo UE 2030

0%4%8%12%16%20%201020132016201920222025obiettivo UE 2030: sotto il 9%rottura di serie (2021)18,6%13,8%9,1%UE-278,2%Italia

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_14. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

Dove il divario resta ampio

Il dato medio nasconde differenze marcate. Per ripartizione il valore va dal 6,8% del Nord-Est al 7,0% del Nord-Ovest e al 7,7% del Centro, sale all’8,4% nel Sud e arriva al 13,7% nelle Isole, dove sia la Sicilia (13,7%) sia la Sardegna (13,6%) restano ben sopra la media nazionale ed europea.

Abbandoni precoci per ripartizione, 2025
% della popolazione 18-24 anni, Italia per ripartizione territoriale e UE-27
ItaliaUE-27Ripartizioni italiane

0%4%8%12%16%Isole13,7%UE-279,1%Sud8,4%Italia8,2%Centro7,7%Nord-Ovest7,0%Nord-Est6,8%

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_16. Elaborazione: Andrea Troisi · Mappatura delle Competenze · Troisi Ricerche.

La seconda linea di frattura riguarda il Paese di nascita. Tra i giovani nati in Italia la quota è del 6,7% (UE: 7,7% tra i nati nel Paese di residenza); tra i nati all’estero sale al 24,9%, contro il 20,5% della media europea, e al 27,1% tra i nati fuori dalla UE.

Restano differenze anche per genere: 10,1% tra i ragazzi e 6,2% tra le ragazze, entrambi sotto i rispettivi valori europei (10,6% e 7,5%). Quanto alla condizione occupazionale, dei giovani che hanno lasciato precocemente gli studi il 3,8% della popolazione 18-24 anni lavora e il 4,4% non lavora; tra questi ultimi, il 3,1% dichiara di volere un lavoro.

Cosa indicano i dati

Le statistiche non permettono di attribuire il miglioramento a cause specifiche, ma ne misurano la portata: in quindici anni la quota di giovani usciti precocemente dal sistema formativo si è più che dimezzata e oggi è inferiore alla media europea. Il problema non è però distribuito in modo uniforme, e si concentra nelle Isole e tra i giovani nati all’estero.

Per la pubblica amministrazione e per chi si occupa di orientamento e formazione, questi gruppi sono il bersaglio naturale degli interventi di recupero. Per le imprese, i giovani con al massimo la licenza media che già lavorano (il 3,8% della fascia d’età) sono un segmento per cui la formazione sul lavoro e il riconoscimento delle competenze acquisite possono pesare più del titolo di studio.